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Il nuovo logo

Il progetto

Gli anni del Liceo sono un po’ gli anni della trasformazione, quando si passa dall’inconsapevole infanzia trascorsa tra i banchi delle Elementari (attraverso quelli della crescita adolescenziale nelle Scuole Medie) a quelli della maturazione. Sono gli anni che ci preparano ad affrontare le scelte che la vita ci proporrà. Il percorso di ognuno potrà poi proseguire con studi universitari o con il lavoro, ma il tempo delle scelte su quali obiettivi abbiamo per il nostro futuro è quello della Scuola Superiore.

Questo concetto di trasformazione, da bambino ad adulto, mi ha fatto pensare al passaggio da bruco a farfalla, quando da un ancora informe bozzolo, si comincia a formare quella che diventerà una creatura pronta a spiegare le ali e a spiccare il volo verso la sua vita. Ma l’immagine delle sole ali non era sufficiente per esprimere anche gli altri concetti che dovevano essere comunicati. Per cui ho cominciato a pensare ad elementi grafici che potessero avere come significante il liceo, la formazione, lo studio e da lì sono arrivato all’oggetto “libro”, base per anni del nostro apprendimento. Visivamente le pagine che si sfogliano hanno una somiglianza con le ali che si spiegano (da una certa prospettiva) e così ho proseguito nel progetto cercando dei tratti esteticamente gradevoli e graficamente eleganti.

Dopo qualche prova sono arrivato a questa soluzione, dove le forme ci comunicano oltre allo spiegamento delle pagine/ali, anche apertura, movimento, differenziazione. Da lì è partito tutto, ognuno poi ha percorso le strade che ha scelto, ma la base che ci accomuna è stato il percorso di studio al Liceo. E l’entusiasmo con cui è nata l’Associazione degli Ex Allievi del Liceo Marie Curie è la dimostrazione di quanto, tutti noi, lo consideriamo come nostra matrice comune, come nostre radici formative.

La scelta del carattere da associare al segno grafico è venuto poi da se, trovando sintonico un segno graziato per comunicare autorevolezza e distinzione. Mentre la differenziazione cromatica delle pagine/ali è stata suggerita anche per evidenziare le tre tipologie di percorsi formativi del Liceo: Scientifico, Linguistico, Scienze Umane.

Personalmente trovo soddisfacente il risultato finale ottenuto, spero sia lo stesso per gli altri Membri dell’Associazione.

Grazie per l’attenzione,

Paolo Novelli

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L’autore

Paolo Novelli. Sono anche io un ex-allievo del Curie (1976-1980) anche se, quando in quell’ottobre di tanterrimi anni fa, salii i gradini del Liceo Scientifico nel giorno della sua inaugurazione, ancora si chiamava X Liceo Scientifico. O, ancor meglio, Dekimos, come amava chiamarlo Franco Massaia. Che, con Annamaria Costantino e Lidia Bilello (i nostri Prof di Inglese, Scienze e Italiano), fin da subito si rivelarono fratelloni maggiori, ancor più che “semplici” insegnanti. Con Annamaria fin da subito il rapporto si trasformò in amicizia, poi consolidata negli anni, tant’è che ancora oggi ci frequentiamo. Con Franco abbiamo perso un po’ i contatti anche se, quando fu nominato preside, assieme ai miei amici più stretti organizzammo uno scherzone richiedendo un incontro urgente in presidenza, facendoci passare per genitori infuriati e presentandoci invece, come in una scena di “Amici Miei”, per far casino in puro spirito goliardico.

A Lidia, scomparsa da poco, va il mio più caro ringraziamento perchè fu lei che in corridoio durante un intervallo tra le lezioni, quasi per caso mi disse che da sognatore visionario quale ero, avrei potuto provare a lavorare in pubblicità. E infatti da trentatrè anni anni mi occupo di comunicazione. Ho lavorato come creativo in studi e house agency, in agenzie piccole, medie e grandi, nazionali e internazionali, da libero professionista o come dipendente. Per qualche anno ho anche insegnato comunicazione, come docente esterno, all’Istituto Europeo di Design. E, dal 2010, assieme ad alcuni ex colleghi di agenzia in cui ero il Direttore Creativo, ho creato La Non Agenzia, una non-agenzia di comunicazione a servizio completo.

La storia con noi in classe

La storia con noi in classe

Testata: La Stampa
Data: 28 marzo 2013
Pagina: 63

Un ex soldato novantenne ha raccontato guerra e vita quotidiana durante il fascismo
Ma i testimoni diretti sono ormai rari e le preziose testimonianze registrate e salvate

Di Fabrizio Assandri

Sulla lavagna c’è scritto «Lezione di storia contemporanea» e a salire in cattedra è il Prof. d’eccezione Pietro Patti, 91 anni, testimone diretto della Seconda Guerra Mondiale. È lui a raccontare agli studenti cosa abbia voluto dire essere giovani durante il conflitto, in un incontro organizzato nei giorni scorsi dall’associazione, da poco costituitasi, ex allievi del liceo Marie Curie di Grugliasco.

L’esperienza
«Volevamo insegnare la storia dal vivo – racconta il docente Claudio Cavallini -, far parlare chi ha vissuto un’epoca non è la stessa cosa rispetto a ciò che si studia sui libri. Solo i testi-moni possono raccontare i problemi reali, le sensazioni, le emozioni e com’era davvero la vita allora. Per questo, l’anno scorso, al carcere Le Nuove, avevamo già incontrato un ex internato». I testimoni però sono sempre meno. «Abbiamo molta difficoltà a trovarne da invitare a scuola – aggiunge il professore – e i nostri studenti non hanno nessun racconto diretto, nemmeno in famiglia, come invece era frequente per la generazione precedente».

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Esclusiva, Berruto “Bianchi esemplare, Ventura magico”

Testata: Infotoro.it
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di Andrea Bonino

berrutoDa Londra a Grugliasco. Così si può riassumere il week end che s’è appena concluso trascorso da Mauro Berruto. Il cittì della nazionale maschile di pallavolo, dopo aver conquistato la medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 2012, ora si sta preparando a quelle del 2016. Prima, però, ha fatto un tuffo nella sua città natale e tra venerdì e sabato ha ricevuto tanto affetto dalla gente comune. Prima ha ritirato il premio Primo Nebiolo come “tecnico piemontese dell’anno” direttamente dalle mani del Coni; poi il giorno dopo ha fatto una visita al “Marie Curie” di Grugliasco, liceo scientifico in cui s’è diplomato, per un bel bagno di folla.

Il tecnico ha parlato di fronte a circa 200 diplomandi raccontando la sua esperienza di vita. Noi siamo andati a rintracciarlo e a fargli un paio di domande sulla sua vera, unica passione: il Torino. “Sono molto contento che sia rimasto Rolando (Bianchi, ndr) – ha esordito Berruto – perché siamo anche amici e questo mi fa molto piacere. Avrà ancora qualche mese fino alla fine del contratto per dimostrare per l’ennesima volta la sua voglia di Toro. Sia in campo che fuori ha sempre dato prova del suo grande attaccamento alla maglia e del suo essere capitano in maniera esemplare, impeccabile, anche nei momenti difficili. Momenti in cui qualcun altro si sarebbe comportato in maniera diversa. Lui no”. Soddisfatto del mercato? “Sì, credo sia andato abbastanza bene soprattutto guardando alle operazioni in uscita. Non era facile per Petrachi sfoltire la rosa, ma era molto importante perché gruppi troppo ampi non rendono facile il lavoro del tecnico. Un plauso alla società”.

E un plauso a Ventura che nell’ultimo anno e mezzo ha cambiato completamente sia la squadra che l’ambiente che gli gravita attorno: “Sicuramente ha dato un impianto di gioco non indifferente a questa squadra che lo cercava dopo aver vissuto per tanti anni un po’ di estemporaneità. Ha confermato la sua bravura e il fatto che sia rimasto oltre una stagione e il fatto che rimarrà anche in futuro è la dimostrazione che sta facendo un ottimo lavoro”. L’ultima Mauro battuta Berruto la riserva al Coni riallacciandosi al discorso fatto da Agnelli che auspica un rinnovamento per il Comitato Olimpico Nazionale Italiano: “Il presidente juventino ha fatto un intervento molto preciso ed io non sono nella posizione di dare opinioni. Il lavoro del Coni per le manifestazioni olimpiche necessita di grande qualità ed è quello che mi aspetto nei prossimi quattro anni dopo la riorganizzazione. Siamo all’inizio di un quadriennio olimpico e occorre già pensare al 2016”.

La lezione di Berruto

Testata: La gazzetta dello Sport
Data: 3 febbraio 2013
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di Mario Salvini

Sabato mattina al Liceo scientifico Marie Curie di Grugliasco, provincia di Torino: incontro sull’orientamento. Per capirci qualcosa di più su quale facoltà scegliere. La organizza l’Associazione ex allievi. Sono annunciati: “uno scrittore noto al pubblico”,  un direttore d’orchestra, un attore, un “personaggio di primo piano del mondo dello sport”.E tanti altri che in quel liceo hanno studiato e volentieri sono pronti a raccontare quel che hanno fatto dopo.

berruto-aula-magna-2-250x187In Aula magna 180 ragazzi di nove quinte, dalla sede di Grugliasco e anche da quella di Collegno. Arrivano lo scrittore Fabio Geda, il comico e attore Diego Casale, il direttore d’orchestra Giuseppe Montesano. E poi docenti, ricercatori, dirigenti, educatori. Infine Mauro Berruto, c.t. della nazionale di pallavolo medaglia di bronzo a Londra.

Forse qualcuno era documentato, sapeva dei suoi trascorsi scolastici e se lo aspettava. La maggior parte comunque no. Almeno a giudicare dagli applausi, e persino da qualche coro. Lo sport è più diretto. Emoziona in un attimo.

Mauro Berruto non entrava nel suo liceo da quasi 25 anni. A giugno si celebra il quarto di secolo dalla sua Maturità: 5° F, anno 1988. Con lui ci sono due suoi compagni di classe: Gianluca Delmonaco che fa l’educatore del Comune di Torino, e Antonella Iaccino, responsabile del personale dell’Iveco.

E quindi diciamolo subito. “Sì, Mauro Berruto era un secchione”, lo conferma la dottoressa Iaccino, quindi non possono esserci dubbi. “Stava seduto nel primo banco, nella fila dei più bravi. Era fortissimo nelle materie letterarie, ma era bravo in tutto. Però è sempre stato anche uno di compagnia e sapeva essere simpatico”. Meno male. Para che facesse persino copiare i compiti in classe. “Lo facevamo tutti”, assicura la Iaccino.

berruto-aula-magna-4-250x187La speranza, ovvio, è che potesse uscire qualche bella cazzata fatta da Berruto ragazzino, ma niente. Delmonaco è troppo suo amico per fare il delatore. “Giocavamo a calcio insieme, Mauro stava in difesa e se la cavava bene. E a pallavolo abbiamo vinto il torneo della scuola”. Lui sostiene che non fosse poi così secchione. “Ma la professoressa di italiano a volte leggeva i suoi temi a tuta la classe. Erano speciali. Ero sicurissimo che avrebbe fatto il giornalista, o lo scrittore”.

E infatti nel suo racconto ai ragazzi Berruto ha detto: “Nella vita ci sono troppe variabili impreviste. Se a 23 anni non avessi avuto l’opportunità di andare a fare il secondo di Montali all’Olympiakos Pireo probabilmente sarei diventato studioso di etnologia”. Come logica conseguenza della sua tesi in Antropologia Culturale sui riti di iniziazione in una tribù del Madagascar. Oppure il giornalista sportivo “Che è sempre stato il mio sogno”.

“Ma – ha detto ai ragazzi – qualsiasi cosa scegliate di fare, ricordate che non si ottiene nulla di quello in cui si spera se non si è disposti a fare sacrifici. Voi guardate Messi o Maradona, e magari potreste pensare che ci sia qualcosa, nella vita, che potrebbe riuscire naturale. Facile, fattibile senza fatica. Ma non è così. Persino loro hanno lavorato molto duro per diventare Messi e Maradona”. Quindi, se sono stati costretti farlo loro, sappiatevi – sappiamoci – regolare.

Grazie a Andrea Parodi

Curie, orientano gli ex allievi

Testata: La Stampa
Data: 31 gennaio 2013
Pagina: 75

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40 ex allievi saranno a disposizione dei maturandi del Liceo Curie di Grugliasco sabato, ore 9-12, per supportarli nelle scelte post diploma (dopo, pranzo insieme). Tra loro ingegneri, pubblicitari, chirurghi, avvocati, sportivi, attori, scrittori e un direttore d’orchestra.

La festa riunisce ex allievi e docenti

Testata: La Stampa
Data: 10 gennaio 2013
Pagina: 63

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la-festa-riunisce-ex-allievi-e-docentiUn gruppo di ex allievi del Liceo Marie Curie di Grugliasco e Collegno (per ora una trentina, di età compresa tra i 19 e i 52 anni), medici, architetti, avvocati, pubblicitari, consulenti d’azienda, musicisti, impiegati, è mobilitato per costituire l’Associazione Ex Allievi. «La nostra scuola sta per compiere 40 anni – spiega Andrea Parodi, coordinatore del Comitato per la Costituzione dell’Associazione – e stiamo cercando di contattare il maggior numero di ex allievi ed insegnanti. Per sabato 2 febbraio stiamo organizzando, con la collaborazione dell’Istituto, una festa con pranzo per tutti coloro che riusciremo a raggiungere. Il Liceo aprirà per la prima volta i battenti unicamente per noi».